Tsunami in Arugam Bay







Quando
Altezza onde

Danni
   Data: 26/12/2004     
   Ora: 09:07 a.m.
   Ora italiana: 04:07
   Prima onda mt. 6/8
   Seconda onda mt. 12/14
   Terza onda mt. 8/10
   Nella baia poi il moto ondoso ha  invertito la direzione non piu' frontale ma da destra a sinistra e viceversa, altezza media delle  7 onde 6/8 mt.


   Piu' di 450 persone tra morti e dispersi la maggior parte donne, bambini ed anziani su pop. di 5.500 abitanti
   6 turisti morti e tra loro un Italiano, Ermanno Cozzi
   39 Guest House completamente distrutte
   160 barche per la pesca al tonno e per posa reti distrutte
   300 pozzi per l'acqua inagibili perchè saturi di olii per motore, idrocarburi e detriti vari
   Il ponte che collega Arugam Bay alla cittadina di Pottuvil crollato
   Piu' di 400 bovini dispersi (bufali da latte, vacche da latte e buoi da tiro)
   Geomorfologia della baia cambiata
   3.200 persone senza tetto, temporaneamente sotto una tenda di plastica
   2.000 persone disoccupate, per la maggior parte prestavano lavoro presso guest house e ristoranti
   400 pescatori disoccupati
   2 scuole  per 260 bambini completamente distrutte



October 2004

Now




    
Sembra impossibile ma le due foto sono state prese dalla stessa posizione prima e dopo



Il nostro problema principale... il ponte crollato ci isola dalla cittadina di Pottuvil. Qui si vede un tentativo disperato con una ruspa di collegare le due sponde della laguna con la sabbia... nulla da  fare per il momento l'acqua che arriva dalla zona montuosa ci impedisce di realizzare questo sogno. Forse tra un mese o due, con l'arrivo della stagione secca, l'acqua diminuira' e noi potremo sperare, nel frattempo utilizziamo le barche.








Aiuti ad Arugam Bay tramite Andrea Quintarelli sopravvissuto all'evento ed ora impegnato nei soccorsi e nella ricostruzione





Andrea era qui alle 9:07 a.m. del 26/12/04



Alcuni minuti sono passati dopo la terza ondata frontale, Andrea e' gia' attivo nella via principale coperta di detriti, pezzi di barche ed alberi abbattuti, Sinna Ulla, Arugam Bay tra le 9.30 e le 10.00 a.m. del 26/12/04









Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato a fare del bene in Sri Lanka, purtroppo non e' stato possibile aiutare la popolazione di Arugam Bay per motivi legati ai problemi etnici e di corruzione che si sono acutizzati dopo il disastroso evento del 26/12/2004. A distanza di un anno sono ancora molto scosso da tutto cio' che e' accaduto ed un libro che raccontera' i dettagli di tutta la mia avventura e' in fase di stampa. Nella parte finale racconto anche che cosa ho potuto fare di buono con cio' ch alcuni di voi mi hanno inviato. Grazie.

Andrea Quintarelli

... ecco la prima parte del libro che si intitola "Tsunami ad Arugam Bay"....


ARUGAM BAY


Ero arrivato ad Arugam Bay, la prima volta, a fine luglio, durante un viaggio che mi aveva portato a visitare quasi tutto lo Sri Lanka. Ed era il posto perfetto. Non c'erano dubbi.
A settembre ci sono tornato, per rimanere, per costruire qualcosa.
Bagagli da un lato e dall'altro il sogno segreto della maggior parte della mia generazione:  mollare tutto e ricominciare da un'altra parte . Una vita nuova, nessuno stress, niente piu' sentirsi in gabbia.
Il sole, il mare e la baia come soli punti di riferimento. E capire che non hai mai avuto bisogno di altro.
Arugam Bay si trova nel sud-est dell'isola di Ceylon ed è attraversata sulla sinistra da una laguna, Arugam Kalap. Un ponte  collega i due lembi della baia e rappresenta l'unica via di accesso ad Arugam Bay.
Alla sua destra si trova invece la giungla di Yala, che poi si sviluppa verso il sud ovest, all'interno dell'isola.
Tutto insomma si raccoglieva tra il ponte - che la mia fantasia vedeva come il ponte levatoio di un antico castello medioevale  - e la strada, che dalla baia si inoltrava nella giungla.
Non dovevo piu' cercare altre vie. Quel piccolo percorso di meno di due chilometri era tutta la strada che mi bastava fare e non avevo bisogno di andare altrove.
Oltre a me, ad AB arrivavano non i turisti, ma i viaggiatori ed i surfisti. Persone particolari, aperte e consapevoli che arrivare li' era un'avventura, non ci si veniva per caso.
Anche per questo AB era il posto perfetto.
Durante la stagione turistica, che va da aprile ad ottobre, il mare regala onde perfette, regolari, ideali per migliorare la tecnica del surfing, tanto che molti surfers arrivano ad AB e vi si fermano per mesi.
Da novembre a marzo invece è stagione di pesca, attività che vede impegnati piu' di cinquecento pescatori e le loro barchette di legno a trovare  i branchi di tonni seguendo il volo delle aquile di mare.
Inoltre AB ospita una numerosa comunità musulmana, altro suo aspetto particolare , che la rende diversa da tutte le altre località marittime dell'isola. I luoghi di culto ad AB sono tre: una moschea - che anche il piu' grande di tutti - un tempio indu' ed uno buddista. Se è vero che tutto il mondo è paese, qui un paese puo' contenere il mondo. Nel bene, come nel male, ovviamente.

Io ad AB avevo trovato il mio paradiso, il mio tutto. Da un pescatore, che qualche anno prima aveva costruito una piccola guest house con nove stanze ed un ristorante  senza pero' ricavarne i risultati economici sperati, avevo affittato la struttura e quindi iniziato la mia nuova vita.
Il perimetro dell'area occupato dalla guest house era delimitato da una piccola muratura ed  all'interno, tra una stanza e l'altra, la natura dava il meglio di sè. Piante e fiori di tutti i tipi e le immancabili palme da cocco. Dal ristorante, che si trovava al secondo piano di una struttura aperta  in legno e situata tra la spiaggia e le stanze, si poteva ammirare tutto lo splendore della baia, i suoi colori. Dalle diverse tonalità di verde della vegetazione all'interno, alle sfumature di bianco della sabbia, ai blu del mare. Perchè quel mare sembrava addolcirsi man mano che si avvicinava alla riva. Dal blu intenso della lontananza, all'azzurro cielo, al verde chiaro che lambiva la spiaggia.
Quando dal ristorante mi guardavo attorno, ovunque andasse, il mio sguardo vedeva unicamente la meraviglia del mondo. Dalle albe ai tramonti, tutto era sempre uno spettacolo gratis.
Al piano terra della struttura  invece si trovava la cucina, dove riorganizzando le cose ero riuscito a fare in modo di poter cucinare la pasta o preparare un cappuccino. So che questa cosa puo' sembrare un inutile campanilismo, ma in realtà per coloro che arrivano dall'occidente la dieta locale non è sopportabile a lungo. Molti infatti erano disposti a pagare oro per un piatto di spaghetti o una pizza ad AB!

Dalla cucina non si vedeva il mare. Oltre il muro di cinta della guest house, tra me e la spiaggia infatti si dilungava una fila di capanne di cocco che erano le case dei pescatori e delle loro famiglie, fila che occupava tutto il litorale.
Mentre durante la stagione turistica i pescatori si arrangiavano con mestieri alternativi e le famiglie si spostavano verso l'interno, verso la giungla, nella stagione della pesca  la spiaggia brulicava di gente; dei pescatori, delle loro mogli, dei loro figli e vari parenti che sin dalle sei del mattino si indaffaravano nel mercato del pesce appena pescato.

A darmi una mano nel gestire la mia nuova piccola attività c'era Nilu.







Corriere della Sera (Verona)

Croix Rouge Française ERU

Papi Jean Gabriele



Nilu da Kataragama che ha salvato Matteo e Pierpaolo due bambini di Napoli



e-mail: quiplanet@yahoo.it